1976 | Rivolta d'Adda | Italia
Alessandra Rovelli, nata a Rivolta d'Adda (CR) dove vive e lavora, trova ispirazione nel continuo confondersi del limite tra cielo e terra, nelle atmosfere rarefatte, studia da sempre il paesaggio per sentirne i profumi e raccontarne le storie.
Durante la sua formazione come tecnico ceramista e presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, sviluppa un forte interesse per i materiali e la loro versatilità dipingendo tele anche di grandi dimensioni. Fondamentale per lei è la componente tattile ottenuta attraverso la stratificazione di materiali naturali come il carbone, la cenere o la terra brulla
Dal 2016 la sperimentazione di Rovelli si concentra quasi esclusivamente sulle Life-Box, scatole di cartone sulle quali applica la tela, regalandole così la terza dimensione. Le opere a questo punto si fanno più piccole, la pennellata si addensa e si modifica anche la tavolozza, risolvendosi in vibrazioni di colore e di luce. Il portato dell’introduzione della scatola non è solo fisico, ma anche – e soprattutto – concettuale: all’interno delle Life-Box, infatti, l’artista introduce dei messaggi annotati su pezzi di carta che in qualche modo approfondiscono il tema del dipinto, ma che restano inaccessibili allo spettatore, aprendo dunque tra lei e il fruitore una comunicazione muta e misteriosa.
Nel corso degli anni sono numerose le esposizioni personali e collettive alle quali ha partecipato sia in gallerie che musei ma anche in spazi pubblici e privati in Italia e all'estero.
27 Gen-02 Feb 2026
Vernissage
Martedì 27 Gen 18:30-21:30
Alessandra Rovelli non rappresenta la natura: ne cattura l’essenza che fluisce. I suoi paesaggi,
sospesi tra figurazione e astrazione, sono spazi di silenzio dove tempo, memoria e materia si stratificano.
Le sue Life-Box, supporti tridimensionali, trasformano il quadro in oggetto e introducono una dimensione di contenimento: la natura appare custodita, fragile e preziosa con i suoi segreti.
Terra, carbone e cenere entrano nel colore come tracce tangibili del mondo, rivelando bellezza e vulnerabilità insieme.
L’assenza della figura umana concentra lo sguardo sul paesaggio stesso, invitando a contemplazione e riflessione. Le opere celebrano l’incanto perfetto della natura, ma suggeriscono anche la responsabilità verso la crisi ecologica che stiamo vivendo.
Attraverso la lentezza e l’ascolto della materia, la pittura di Rovelli trasforma lo sguardo in esperienza: contemplare significa anche saper custodire.
Nel @Wall di Kou Gallery, le opere di Alessandra Rovelli instaurano un dialogo misurato con lo spazio espositivo, invitando a una fruizione lenta e consapevole. La parete diventa soglia e luogo di attraversamento, accogliendo un paesaggio che si fa esperienza e l’acqua linguaggio essenziale.
Scilla*Maris