1981 | Giza | Egypt
«Nel mio lavoro difendo la bellezza dell’emozione, la dignità della sensibilità e la silenziosa rivoluzione dell’anima femminile.
Onoro la vulnerabilità come forza e la sensibilità come intelligenza.»
Creare arte ha sempre portato nella vita di Amin un senso di equilibrio e di quiete. Nata e cresciuta al Cairo, in Egitto, è stata immersa in un profondo patrimonio culturale e in una storia che ha plasmato la sua sensibilità per la bellezza, l’emozione e la connessione umana.
Il lavoro di Amin riflette l’esperienza femminile, la sua resilienza, la sua tenerezza e la sua complessità. Attraverso forme poetiche e narrazioni simboliche, l’artista esplora la forza silenziosa che risiede nella vulnerabilità e la grazia contenuta nell’imperfezione.
La sua arte intreccia memorie personali, echi culturali e verità emotive in un linguaggio universale. Amin cerca di suscitare empatia e riflessione, invitando lo spettatore a sentire più che a vedere e a entrare in un dialogo che trascende i confini di genere, cultura e identità.
Rasha Amin è un’artista multidisciplinare con sede a Roma, in Italia. Ha conseguito una laurea in Belle Arti al Cairo, in Egitto, dove è nata e cresciuta. Nel 2024 ha conseguito un Master of Fine Arts (M.F.A.) presso la Rome Business School di Roma.
03-09 Feb 2026
Vernissage
Martedì 03 Feb 18:30-21:30
Una Stanza per la Pace
La mostra esplora la pace come risposta artistica alla violenza e al caos della guerra, utilizzando il mondo naturale come metafora di rifugio, rinnovamento ed equilibrio. Le opere in mostra indagano il legame intrinseco dell’umanità con la natura, presentando figure nascoste che rappresentano vulnerabilità e resilienza, fondendosi armoniosamente con i ritmi naturali del nostro pianeta.
In questo spazio sospeso tra immobilità e mistero, le opere invitano lo spettatore a riflettere sui momenti di caos e sul desiderio dell’artista di abbracciare l’armonia e la pace interiore.
Una Stanza per la Pace è un’installazione artistica immersiva e multisensoriale, nata dal linguaggio visivo ed emotivo del corpus di opere dell’artista. L’installazione si configura come uno spazio astratto e meditativo, composto da immagini, pattern e texture derivati da dipinti, disegni e frammenti visivi sviluppati in risposta a paesaggi interiori instabili e a una realtà globale segnata da conflitti, ansia e sovrastimolazione.
Questo spazio invita i partecipanti a entrare in un rifugio metaforico: una zona di raccoglimento e riflessione silenziosa, lontana dalla disorientante esperienza del conflitto e dal sovraccarico di informazioni. L’opera offre un santuario in cui elaborare le reazioni emotive alla confusione e alla violenza della guerra, sia in senso letterale sia in senso psicologico.
Una Stanza per la Pace propone un’esperienza intima e profondamente significativa sul piano emotivo. Mette in dialogo il mondo dell’arte contemporanea e quello dei media immersivi, sollevando una domanda urgente: come possiamo ritrovare un senso di equilibrio nell’epoca del caos?